Presentazione del libro Il Serpente a sette teste e altre con Davide Mangione

La Mediateca Fedro di Irsina è lieta di presentare il nuovo libro di Davide Mangione "Fiabe da raccontate da raccontare. Il serpente a sette teste ed altre", edito da Il Grillo editore. La presentazione avverrà venerdi 24 Maggio 2019 presso i nostri locali in largo San Martino.

Le narrazioni presenti in questa raccolta, tutte appartenenti alla tradizione popolare orale pugliese hanno viaggiato molto, passando di bocca in bocca, affidate al lento ruminio delle coscienze contadine, come ha scritto Calvino. Sono a circolazione internazionale. Dopo essere state registrate, rigorosamente trascritte e tradotte dal dialetto, sono state pubblicate qualche anno fa nella raccolta Storie antiche. Letteratura orale al crepuscolo. 
In quest’ultimo lavoro, seguendo la lezione dei narratori popolari, grazie al confronto di più varianti, le narrazioni sono state modificate con interventi di contaminazione per renderle più ricche e accattivanti pur cercando di preservare la leggerezza e la musicalità dell’oralità. La contaminazione, sia nella produzione orale sia in quella scritta dei grandi narratori come Basile, Perrault, Grimm, è la più ricercata delle innovazioni. Avviene non secondo le estrose libertà del narratore ma attingendo a ciò che la tradizione offre: due fiabe vengono fuse in una sola conservando a volte contenuti e struttura; un segmento narrativo passa da una fiaba all’altra; l’azione di un personaggio, la sua funzione, rimane la stessa anche se il suo carattere è cambiato. Il narratore ancora oggi, sente il gusto del fabulare, sa che l’avventura che sta vivendo con chi lo ascolta o legge i suoi testi è nelle sue mani, dipende dalle sue parole e dalla sua abilità narrativa. La storia si dilata o si allunga perché chi racconta, anche con l’arricchimento lessicale e lo sviluppo dei dialoghi, fa entrare la cultura del suo tempo, il suo lavoro, la sua esperienza anche la più personale. Ciò che gli sta a cuore, ha scritto Calvino.

sirena


Le attese del contesto d’altra parte lo portano ad una produzione su ordinazione, come la definisce Jakobson, e lo rendono attento a queste richieste anche quando non sono espresse. Egli sa che sarà stimato e cercato solo se sarà fedele a ciò che ha ascoltato. Scrive Thompson che all’opposto del novelliere moderno che cerca l’originalità della trama e del trattamento, il narratore ripone la sua ambizione nel saper trasmettere bene ciò che ha ricevuto da altri ... la sua novella reca il suggello dell’autorità.
Ciò che ci circonda e ci condiziona richiede oggi più che mai un’attenzione viva e costante. Sono cambiati bisogni e desideri, sogni e speranze mentre si va spegnendo quella che Horkheimer definisce nostalgia del totalmente Altro, che ci proteggeva dal rischio della perdita totale di quello che chiamiamo senso.
Recuperare le storie antiche, quelle della tradizione popolare, e la cultura di cui sono portatrici, deve impegnarci tutti. Dobbiamo tornare a raccontarle, ad affidarle alla nostra voce narrante, alla ricerca di altre voci pronte a narrare. Torneremo forse a sognare un mondo in cui desiderare sarà efficace (Grimm) ed entreremo tutti insieme a far parte di quella catena del narrare che è una esperienza collettiva che si allunga, scrive Lavagetto, come scala che affonda nelle viscere della terra e si perde nelle nuvole. 

Invitiamo grandi e piccini a partecipare all'evento. Non mancate!